POLITICA 18.06.2026 11:48 di Tiziano Blesi
[email protected] Giornalista professionista, segue politica, economia, cronaca e attualità.
Sciopero
Coin a Roma, lavoratori a rischio per il futuro dell'azienda Oggi 18 giugno sciopero nazionale Coin. A Roma circa 200 i posti di lavoro a rischio tra store Cola di Rienzo, San Giovanni e Cinecittà. I sindacati chiedono certezze.
Filcams
Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno indetto uno sciopero nazionale di Coin per oggi, 18 giugno 2026. La protesta si svolge in concomitanza con l'incontro convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy alle ore 12.00. A Roma, i lavoratori a rischio sono circa 200 come precisa la stessa Coin (fonti sindacali citano 500 posti tra dipendenti diretti e dell'indotto).
Per i romani, la crisi Coin ha un impatto diretto su tre negozi storici: Cola di Rienzo (definitivamente chiuso, con 59 lavoratori diretti in cassa integrazione a zero ore e circa 40 dell’indotto), San Giovanni e Cinecittà (dove la cassa integrazione è parziale e interessa 150 dipendenti secondo l’azienda). Una vertenza che riguarda il cuore del commercio cittadino e centinaia di famiglie.
Info pratiche Dove: Coin di Roma: store Cola di Rienzo (chiuso), San Giovanni (Via Appia Nuova, 149), Cinecittà (Via Tuscolana, 1055)
Quando: Sciopero nazionale oggi, 18 giugno 2026. Incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy alle ore 12.00 Le richieste dei sindacati I sindacati chiedono il rispetto degli accordi presi nelle sedi istituzionali, la ricollocazione dei lavoratori di Cola di Rienzo e una diversa organizzazione della cassa integrazione parziale.
Secondo Priscilla
Binda di Uiltucs Roma e Lazio, il ricorso alla cassa integrazione sovraccarica i dipendenti, perché l'organizzazione dei presidi ridotta al minimo aumenta il carico di lavoro. I sindacati temono che “il non corretto utilizzo degli ammortizzatori sociali si traduca esclusivamente in una riduzione del costo del lavoro senza reinvestimenti concreti per il rilancio dell’azienda”.
La replica di Coin: partnership e investimenti In una nota del 9 giugno, Coin ha ribadito “il pieno rispetto delle norme di legge in materia di organizzazione del lavoro, pianificazione oraria e carichi di lavoro”. L'azienda ha ricordato la partnership strategica con Mango e l'aumento di capitale di 30 milioni di euro sottoscritto dagli azionisti, e ha annunciato future aperture di nuovi store con assunzione prioritaria dei lavoratori in cassa integrazione. A Roma, 500 lavoratori Coin aspettano risposte concrete su un futuro che, tra chiusure e cassa integrazione, appare ancora incerto.
Leggi anche: Incidenti sul lavoro, ora il rischio corre sulle strade: Roma capitale degli infortuni AGGIORNAMENTO del 18 giugno 2026 - La precisazione di Coin S.p.A.: In seguito alla pubblicazione, Coin S.p.A. tramite la società di consulenza APCO ha precisato che non vi è alcuna procedura di licenziamento collettivo in atto. L'azienda indica in circa 200 i dipendenti diretti impiegati nei negozi romani, oggi coperti da ammortizzatori sociali. Nel punto vendita di via Cola di Rienzo i dipendenti diretti sono 59, attualmente in cassa integrazione, più circa 40 lavoratori dell'indotto.
Gli altri due negozi, S.Giovanni e Cinecittà con 150 collaboratori, sono definiti "strategici" e saranno oggetto di ristrutturazione senza impatti occupazionali. Coin ribadisce di star applicando gli accordi di aprile 2026 firmati al Ministero del Lavoro per favorire ricollocamento interno ed esterno. Aprilo qui https://vivere.me/gSdc POLITICA 18.06.2026 11:48 3 4 articolo di Tiziano Blesi
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ARGOMENTI lavoro, politica, sciopero, aziende, negozi, crisi, lavoratori, cassa, articolo, Tiziano Blesi, cassa_integrazione, investimentisciopero CONDIVIDI https://vivere.me/gSdc Sciopero Coin a Roma, lavoratori a rischio per il futuro dell'azienda Sciopero nazionale Coin oggi, 18 giugno, con circa 200-500 posti a rischio a Roma tra Cola di Rienzo (chiuso, 59 diretti in cassa integrazione e 40 indotto), San Giovanni e Cinecittà. Sindacati chiedono certezze, ricollocazione Cola di Rienzo e riorganizzazione della cassa integrazione.
Coin:
nessuna procedura di licenziamento collettivo in atto; conferma investimenti e future aperture. Oggi 18 giugno sciopero nazionale Coin. A Roma circa 200 i posti di lavoro a rischio tra store Cola di Rienzo, San Giovanni e Cinecittà. I sindacati chiedono certezze.
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Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno indetto uno sciopero nazionale di Coin per oggi, 18 giugno 2026. La protesta si svolge in concomitanza con l'incontro convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy alle ore 12.00. A Roma, i lavoratori a rischio sono circa 200 come precisa la stessa Coin (fonti sindacali citano 500 posti tra dipendenti diretti e dell'indotto).
Per i romani, la crisi Coin ha un impatto diretto su tre negozi storici: Cola di Rienzo (definitivamente chiuso, con 59 lavoratori diretti in cassa integrazione a zero ore e circa 40 dell’indotto), San Giovanni e Cinecittà (dove la cassa integrazione è parziale e interessa 150 dipendenti secondo l’azienda). Una vertenza che riguarda il cuore del commercio cittadino e centinaia di famiglie.
Info pratiche Dove: Coin di Roma: store Cola di Rienzo (chiuso), San Giovanni (Via Appia Nuova, 149), Cinecittà (Via Tuscolana, 1055)
Quando: Sciopero nazionale oggi, 18 giugno 2026. Incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy alle ore 12.00 Le richieste dei sindacati I sindacati chiedono il rispetto degli accordi presi nelle sedi istituzionali, la ricollocazione dei lavoratori di Cola di Rienzo e una diversa organizzazione della cassa integrazione parziale.
Secondo Priscilla
Binda di Uiltucs Roma e Lazio, il ricorso alla cassa integrazione sovraccarica i dipendenti, perché l'organizzazione dei presidi ridotta al minimo aumenta il carico di lavoro. I sindacati temono che “il non corretto utilizzo degli ammortizzatori sociali si traduca esclusivamente in una riduzione del costo del lavoro senza reinvestimenti concreti per il rilancio dell’azienda”.
La replica di Coin: partnership e investimenti In una nota del 9 giugno, Coin ha ribadito “il pieno rispetto delle norme di legge in materia di organizzazione del lavoro, pianificazione oraria e carichi di lavoro”. L'azienda ha ricordato la partnership strategica con Mango e l'aumento di capitale di 30 milioni di euro sottoscritto dagli azionisti, e ha annunciato future aperture di nuovi store con assunzione prioritaria dei lavoratori in cassa integrazione. A Roma, 500 lavoratori Coin aspettano risposte concrete su un futuro che, tra chiusure e cassa integrazione, appare ancora incerto.
Leggi anche: Incidenti sul lavoro, ora il rischio corre sulle strade: Roma capitale degli infortuni AGGIORNAMENTO del 18 giugno 2026 - La precisazione di Coin S.p.A.: In seguito alla pubblicazione, Coin S.p.A. tramite la società di consulenza APCO ha precisato che non vi è alcuna procedura di licenziamento collettivo in atto. L'azienda indica in circa 200 i dipendenti diretti impiegati nei negozi romani, oggi coperti da ammortizzatori sociali. Nel punto vendita di via Cola di Rienzo i dipendenti diretti sono 59, attualmente in cassa integrazione, più circa 40 lavoratori dell'indotto.
Gli altri due negozi, S.Giovanni e Cinecittà con 150 collaboratori, sono definiti "strategici" e saranno oggetto di ristrutturazione senza impatti occupazionali. Coin ribadisce di star applicando gli accordi di aprile 2026 firmati al Ministero del Lavoro per favorire ricollocamento interno ed esterno. Lavoratori in sciopero con bandiere dei vari sindacati davanti alla Coin di San Giovanni Torna all'articolo I più letti della settimana Omicidio Martina Scialdone, la Cassazione: "Trascurati... 2 5 Walk of Life torna a Roma: corsa e camminata per Telethon 2 4 Vaccini, Quintavalle (Asl Rm1): "Anti-Hpv anche in Case di... 2 2 Link copiato negli appunti!
POLITICA Sciopero Coin a Roma,
lavoratori a rischio per il futuro dell'azienda 18.06.2026 11:48 3 4 articolo di Tiziano Blesi
[email protected] Giornalista professionista, segue politica, economia, cronaca e attualità. Sciopero nazionale Coin oggi, 18 giugno, con circa 200-500 posti a rischio a Roma tra Cola di Rienzo (chiuso, 59 diretti in cassa integrazione e 40 indotto), San Giovanni e Cinecittà. Sindacati chiedono certezze, ricollocazione Cola di Rienzo e riorganizzazione della cassa integrazione.
Coin: nessuna procedura di licenziamento collettivo in atto; conferma investimenti e future aperture. Oggi 18 giugno sciopero nazionale Coin. A Roma circa 200 i posti di lavoro a rischio tra store Cola di Rienzo, San Giovanni e Cinecittà. I sindacati chiedono certezze.
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Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno indetto uno sciopero nazionale di Coin per oggi, 18 giugno 2026. La protesta si svolge in concomitanza con l'incontro convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy alle ore 12.00. A Roma, i lavoratori a rischio sono circa 200 come precisa la stessa Coin (fonti sindacali citano 500 posti tra dipendenti diretti e dell'indotto).
Per i romani, la crisi Coin ha un impatto diretto su tre negozi storici: Cola di Rienzo (definitivamente chiuso, con 59 lavoratori diretti in cassa integrazione a zero ore e circa 40 dell’indotto), San Giovanni e Cinecittà (dove la cassa integrazione è parziale e interessa 150 dipendenti secondo l’azienda). Una vertenza che riguarda il cuore del commercio cittadino e centinaia di famiglie.
Info pratiche Dove: Coin di Roma: store Cola di Rienzo (chiuso), San Giovanni (Via Appia Nuova, 149), Cinecittà (Via Tuscolana, 1055)
Quando: Sciopero nazionale oggi, 18 giugno 2026. Incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy alle ore 12.00 Le richieste dei sindacati I sindacati chiedono il rispetto degli accordi presi nelle sedi istituzionali, la ricollocazione dei lavoratori di Cola di Rienzo e una diversa organizzazione della cassa integrazione parziale.
Secondo Priscilla
Binda di Uiltucs Roma e Lazio, il ricorso alla cassa integrazione sovraccarica i dipendenti, perché l'organizzazione dei presidi ridotta al minimo aumenta il carico di lavoro. I sindacati temono che “il non corretto utilizzo degli ammortizzatori sociali si traduca esclusivamente in una riduzione del costo del lavoro senza reinvestimenti concreti per il rilancio dell’azienda”.
La replica di Coin: partnership e investimenti In una nota del 9 giugno, Coin ha ribadito “il pieno rispetto delle norme di legge in materia di organizzazione del lavoro, pianificazione oraria e carichi di lavoro”. L'azienda ha ricordato la partnership strategica con Mango e l'aumento di capitale di 30 milioni di euro sottoscritto dagli azionisti, e ha annunciato future aperture di nuovi store con assunzione prioritaria dei lavoratori in cassa integrazione. A Roma, 500 lavoratori Coin aspettano risposte concrete su un futuro che, tra chiusure e cassa integrazione, appare ancora incerto.
Leggi anche: Incidenti sul lavoro, ora il rischio corre sulle strade: Roma capitale degli infortuni AGGIORNAMENTO del 18 giugno 2026 - La precisazione di Coin S.p.A.: In seguito alla pubblicazione, Coin S.p.A. tramite la società di consulenza APCO ha precisato che non vi è alcuna procedura di licenziamento collettivo in atto. L'azienda indica in circa 200 i dipendenti diretti impiegati nei negozi romani, oggi coperti da ammortizzatori sociali. Nel punto vendita di via Cola di Rienzo i dipendenti diretti sono 59, attualmente in cassa integrazione, più circa 40 lavoratori dell'indotto.
Gli altri due negozi, S.Giovanni e Cinecittà con 150 collaboratori, sono definiti "strategici" e saranno oggetto di ristrutturazione senza impatti occupazionali. Coin ribadisce di star applicando gli accordi di aprile 2026 firmati al Ministero del Lavoro per favorire ricollocamento interno ed esterno. ARGOMENTI lavoro, politica, sciopero, aziende, negozi, crisi, lavoratori, cassa, articolo, Tiziano Blesi, cassa_integrazione, investimentisciopero https://vivere.me/gSdc Lavoratori in sciopero con bandiere dei vari sindacati davanti alla Coin di San Giovanni Torna all'articolo Commenti Please enable JavaScript to view the comments powered by Disqus.
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