SIULP: "I Poliziotti pagano di 'tasca propria'. Dov'è l'intoppo?" (Ancona)

SIULP: "I Poliziotti pagano di 'tasca propria'. Dov'è l'intoppo?" (Ancona)

09 ago
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Vivere Senigallia
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Ancona

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Ancona

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Siulp Ancona

Abbiamo appena superato la ricorrenza del 174° Anniversario della Polizia di Stato, dove numeri, eventi, cerimonie hanno evidenziato la grande attività di prevenzione e repressione che, giornalmente, donne e uomini della Polizia di Stato effettuano anche a scapito della propria vita personale e familiare per garantire la sicurezza dei cittadini.Ore ed ore di lavoro, oltre il normale turno di servizio e molto spesso “obbligatorie” considerata la carenza di personale, per produrre quei “numeri” che alimentano statistiche e che giustificano l’attività di repressione dei reati, su cui i Questori, i Dirigenti degli Uffici e anche gli esponenti politici basano le proprie valutazioni. La complessa “macchina della Sicurezza” rallenterebbe di molto senza tutto ciò ma, oggi, la situazione delle risorse è arrivata al limite del tollerabile.Se per le prestazioni di lavoro straordinario eccedente siamo fermi come pagamento a giugno 2024, se per gli uffici delle Specialità siamo fermi per l’indennità autostradale a dicembre 2024, per l’indennità ferroviaria ad agosto 2025, raggiungiamo l’inaccettabile sul tema dei servizi di missione effettuati da tutti i colleghi della provincia di Ancona, dove oltre ad avere un arretrato nel pagamento fermo a fine 2025, la questione sta andando oltre il fisiologico limite di sopportazione quando per garantire la continuità del servizio d’Istituto, spesso fuori dalla provincia di Ancona, su tutto il territorio nazionale e per più giorni, si è arrivati alla situazione in cui i colleghi devono anticipare di “tasca propria” le spese del pernotto e del vitto, come se stessero andando a fare una vacanza personale con amici o con la famiglia, lo afferma in una nota Alessandro Bufarini, Segretario Generale Siulp Ancona. Una situazione di forte difficoltà che il SIULP non può che rendere pubblica perché incide direttamente sulla situazione economica dei colleghi erodendo direttamente lo stipendio; l’anticipo delle spese che gli stessi devono sostenere per garantire i servizi in missione fuori sede, dove, nei casi migliori, l’anticipo diventava un “posticipo” rispetto alle esigenze di servizio, è inaccettabile.

Due o tre giorni di servizio fuori sede possono provocare un esborso personale di 200/300 euro che, nei casi di alcuni uffici, si può riproporre per più di una volta al mese, incidendo potenzialmente per oltre 1000 euro. Il risultato è duplice, si anticipano personalmente le spese per svolgere il servizio d’Istituto e contestualmente si “erode” lo stipendio mensile, già gravato dall’aumento delle quotidiane esigenze e del caro energia, continua Bufarini. In questi giorni, la situazione segnalata dal Siulp da oltre un anno, sta raggiungendo il massimo della criticità poiché sembrerebbe che la "cassa” dell’ufficio contabile della questura sia “vuota”, non abbia disponibilità economica per i mancati accrediti della Prefettura, situazione che si potrebbe protrarre per alcuni mesi.

Sembra un “passaggio” di responsabilità tra i due Uffici in cui, a rimetterci, è il collega che, per abnegazione, spirito di sacrificio e senso del dovere, va oltre il dovuto, pagando, anticipando, le spese per lavorare. Oltre a ciò, si verifica anche il mancato pagamento di istituti o diritti perché non vi sono risorse sufficienti, pur effettuando la prestazione; è il caso della disponibilità a mantenere la reperibilità, per le esigenze connesse al servizio su tre giornate lavorative comprendenti i fine settimana facendosi retribuire solo una delle tre giornate (in alcuni casi neanche), perché non vi sono le assegnazioni necessarie e quindi i fondi per remunerarle, come succede agli Stabilimenti di P.S. di Senigallia. Non bastano più i “grazie” ma va garantito e previsto il dovuto ritorno economico.A livello nazionale, aggiungiamo che alcune indennità di specificità sono ferme da oltre ventiquattro anni.

Ventiquattro anni di silenzio istituzionale nei confronti dei poliziotti che affrontano quotidianamente rischi, turni massacranti, condizioni di lavoro che nessun altro comparto del pubblico impiego conosce. Eppure, oggi che sono riaperti i confronti per il rinnovo contrattuale, ancora una volta, nessuna risorsa è stata destinata a valorizzare la peculiarità, la professionalità e il sacrificio di chi indossa ogni giorno una divisa al servizio dello Stato e dei cittadini.Lo ripetiamo nuovamente, se si vuole continuare ad avere una Polizia efficace ed efficiente, bisogna investire in Sicurezza, e lo deve fare lo Stato senza arrivare al punto in cui i propri dipendenti anticipino le spese “di tasca propria”. Su tale argomento, se la situazione non dovesse risolversi in tempi rapidi chiederemo un incontro al Questore ed al Prefetto, non escludendo azioni pubbliche.da

Siulp Ancona

Abbiamo appena superato la ricorrenza del 174° Anniversario della Polizia di Stato, dove numeri, eventi, cerimonie hanno evidenziato la grande attività di prevenzione e repressione che, giornalmente,



donne e uomini della Polizia di Stato effettuano anche a scapito della propria vita personale e familiare per garantire la sicurezza dei cittadini.Ore ed ore di lavoro, oltre il normale turno di servizio e molto spesso “obbligatorie” considerata la carenza di personale, per produrre quei “numeri” che alimentano statistiche e che giustificano l’attività di repressione dei reati, su cui i Questori, i Dirigenti degli Uffici e anche gli esponenti politici basano le proprie valutazioni. La complessa “macchina della Sicurezza” rallenterebbe di molto senza tutto ciò ma, oggi, la situazione delle risorse è arrivata al limite del tollerabile.Se per le prestazioni di lavoro straordinario eccedente siamo fermi come pagamento a giugno 2024, se per gli uffici delle Specialità siamo fermi per l’indennità autostradale a dicembre 2024, per l’indennità ferroviaria ad agosto 2025, raggiungiamo l’inaccettabile sul tema dei servizi di missione effettuati da tutti i colleghi della provincia di Ancona, dove oltre ad avere un arretrato nel pagamento fermo a fine 2025, la questione sta andando oltre il fisiologico limite di sopportazione quando per garantire la continuità del servizio d’Istituto, spesso fuori dalla provincia di Ancona, su tutto il territorio nazionale e per più giorni, si è arrivati alla situazione in cui i colleghi devono anticipare di “tasca propria” le spese del pernotto e del vitto, come se stessero andando a fare una vacanza personale con amici o con la famiglia, lo afferma in una nota Alessandro Bufarini, Segretario Generale Siulp Ancona. Una situazione di forte difficoltà che il SIULP non può che rendere pubblica perché incide direttamente sulla situazione economica dei colleghi erodendo direttamente lo stipendio; l’anticipo delle spese che gli stessi devono sostenere per garantire i servizi in missione fuori sede, dove, nei casi migliori, l’anticipo diventava un “posticipo” rispetto alle esigenze di servizio, è inaccettabile.

Due o tre giorni di servizio fuori sede possono provocare un esborso personale di 200/300 euro che, nei casi di alcuni uffici, si può riproporre per più di una volta al mese, incidendo potenzialmente per oltre 1000 euro. Il risultato è duplice, si anticipano personalmente le spese per svolgere il servizio d’Istituto e contestualmente si “erode” lo stipendio mensile, già gravato dall’aumento delle quotidiane esigenze e del caro energia, continua Bufarini. In questi giorni, la situazione segnalata dal Siulp da oltre un anno, sta raggiungendo il massimo della criticità poiché sembrerebbe che la "cassa” dell’ufficio contabile della questura sia “vuota”, non abbia disponibilità economica per i mancati accrediti della Prefettura, situazione che si potrebbe protrarre per alcuni mesi.

Sembra un “passaggio” di responsabilità tra i due Uffici in cui, a rimetterci, è il collega che, per abnegazione, spirito di sacrificio e senso del dovere, va oltre il dovuto, pagando, anticipando, le spese per lavorare. Oltre a ciò, si verifica anche il mancato pagamento di istituti o diritti perché non vi sono risorse sufficienti, pur effettuando la prestazione; è il caso della disponibilità a mantenere la reperibilità, per le esigenze connesse al servizio su tre giornate lavorative comprendenti i fine settimana facendosi retribuire solo una delle tre giornate (in alcuni casi neanche), perché non vi sono le assegnazioni necessarie e quindi i fondi per remunerarle, come succede agli Stabilimenti di P.S. di Senigallia. Non bastano più i “grazie” ma va garantito e previsto il dovuto ritorno economico.A livello nazionale, aggiungiamo che alcune indennità di specificità sono ferme da oltre ventiquattro anni.

Ventiquattro anni di silenzio istituzionale nei confronti dei poliziotti che affrontano quotidianamente rischi, turni massacranti, condizioni di lavoro che nessun altro comparto del pubblico impiego conosce. Eppure, oggi che sono riaperti i confronti per il rinnovo contrattuale, ancora una volta, nessuna risorsa è stata destinata a valorizzare la peculiarità, la professionalità e il sacrificio di chi indossa ogni giorno una divisa al servizio dello Stato e dei cittadini.Lo ripetiamo nuovamente, se si vuole continuare ad avere una Polizia efficace ed efficiente, bisogna investire in Sicurezza, e lo deve fare lo Stato senza arrivare al punto in cui i propri dipendenti anticipino le spese “di tasca propria”. Su tale argomento, se la situazione non dovesse risolversi in tempi rapidi chiederemo un incontro al Questore ed al Prefetto, non escludendo azioni pubbliche.Morte di Leonardo Calcina, quattro giovani iscritti nel...Allerta arancione,



martedì chiusi impianti sportivi, cimiteri...Incidente in A14 tra Senigallia e Montemarciano, sul posto...Controlli ispettivi, chiude per qualche giorno La Tartana....Nubifragio si abbatte sul litorale: alberi caduti e lettini...da

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Abbiamo appena superato la ricorrenza del 174° Anniversario della Polizia di Stato, dove numeri, eventi, cerimonie hanno evidenziato la notevole attività di prevenzione e repressione che, giornalmente, donne e uomini della Polizia di Stato effettuano anche a scapito della propria vita personale e familiare per garantire la sicurezza dei cittadini.Ore ed ore di lavoro, oltre il normale turno di servizio e molto spesso “obbligatorie” considerata la carenza di personale, per produrre quei “numeri” che alimentano statistiche e che giustificano l’attività di repressione dei reati, su cui i Questori, i Dirigenti degli Uffici e anche gli esponenti politici basano le proprie valutazioni. La complessa “macchina della Sicurezza” rallenterebbe di molto senza tutto ciò ma, oggi, la situazione delle risorse è arrivata al limite del tollerabile.Se per le prestazioni di lavoro straordinario eccedente siamo fermi come pagamento a giugno 2024, se per gli uffici delle Specialità siamo fermi per l’indennità autostradale a dicembre 2024, per l’indennità ferroviaria ad agosto 2025, raggiungiamo l’inaccettabile sul tema dei servizi di missione effettuati da tutti i colleghi della provincia di Ancona, dove oltre ad avere un arretrato nel pagamento fermo a fine 2025, la questione sta andando oltre il fisiologico limite di sopportazione quando per garantire la continuità del servizio d’Istituto, spesso fuori dalla provincia di Ancona, su tutto il territorio nazionale e per più giorni, si è arrivati alla situazione in cui i colleghi devono anticipare di “tasca propria” le spese del pernotto e del vitto, come se stessero andando a fare una vacanza personale con amici o con la famiglia, lo afferma in una nota Alessandro Bufarini, Segretario Generale Siulp Ancona. Una situazione di forte difficoltà che il SIULP non può che rendere pubblica perché incide direttamente sulla situazione economica dei colleghi erodendo direttamente lo stipendio; l’anticipo delle spese che gli stessi devono sostenere per garantire i servizi in missione fuori sede, dove, nei casi migliori, l’anticipo diventava un “posticipo” rispetto alle esigenze di servizio, è inaccettabile.

Due o tre giorni di servizio fuori sede possono provocare un esborso personale di 200/300 euro che, nei casi di alcuni uffici, si può riproporre per più di una volta al mese, incidendo potenzialmente per oltre 1000 euro. Il risultato è duplice, si anticipano personalmente le spese per svolgere il servizio d’Istituto e contestualmente si “erode” lo stipendio mensile, già gravato dall’aumento delle quotidiane esigenze e del caro energia, continua Bufarini. In questi giorni, la situazione segnalata dal Siulp da oltre un anno, sta raggiungendo il massimo della criticità poiché sembrerebbe che la "cassa” dell’ufficio contabile della questura sia “vuota”, non abbia disponibilità economica per i mancati accrediti della Prefettura, situazione che si potrebbe protrarre per alcuni mesi.

Sembra un “passaggio” di responsabilità tra i due Uffici in cui, a rimetterci, è il collega che, per abnegazione, spirito di sacrificio e senso del dovere, va oltre il dovuto, pagando, anticipando, le spese per lavorare. Oltre a ciò, si verifica anche il mancato pagamento di istituti o diritti perché non vi sono risorse sufficienti, pur effettuando la prestazione; è il caso della disponibilità a mantenere la reperibilità, per le esigenze connesse al servizio su tre giornate lavorative comprendenti i fine settimana facendosi retribuire solo una delle tre giornate (in alcuni casi neanche), perché non vi sono le assegnazioni necessarie e quindi i fondi per remunerarle, come succede agli Stabilimenti di P.S. di Senigallia. Non bastano più i “grazie” ma va garantito e previsto il dovuto ritorno economico.A livello nazionale, aggiungiamo che alcune indennità di specificità sono ferme da oltre ventiquattro anni.

Ventiquattro anni di silenzio istituzionale nei confronti dei poliziotti che affrontano quotidianamente rischi, turni massacranti, condizioni di lavoro che nessun altro comparto del pubblico impiego conosce. Eppure, oggi che sono riaperti i confronti per il rinnovo contrattuale, ancora una volta, nessuna risorsa è stata destinata a valorizzare la peculiarità, la professionalità e il sacrificio di chi indossa ogni giorno una divisa al servizio dello Stato e dei cittadini.Lo ripetiamo nuovamente, se si vuole continuare ad avere una Polizia efficace ed snello, bisogna investire in Sicurezza, e lo deve fare lo Stato senza arrivare al punto in cui i propri dipendenti anticipino le spese “di tasca propria”. Su tale argomento, se la situazione non dovesse risolversi in tempi rapidi chiederemo un incontro al Questore ed al Prefetto, non escludendo azioni pubbliche.

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